Vegetalmente Sani

Frutta e verdura riducono rischio cardiovascolare più delle diete a basso contenuto di grassiUno studio pubblicato su The American Journal of Medicine rivela che l'approccio ad una dieta integrale, che si concentri su una maggiore assunzione di frutta, verdura, noci e pesce, ha più evidenze di ridurre il rischio cardiovascolare rispetto alle strategie che si basano esclusivamente sulla riduzione dei grassi alimentari.


Questo nuovo studio spiega che, anche se le diete strettamente a basso contenuto di grassi hanno la capacità di abbassare il colesterolo, non sono così determinanti nel ridurre le morti cardiache.


Analizzando i principali studi su diete e malattie cardiache condotti negli ultimi decenni, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti istruiti ad adottare un approccio di dieta completa, invece di limitare solo l'assunzione di grassi, hanno avuto una maggiore riduzione della mortalità cardiovascolare e da infarto miocardico non fatale.


Studi precedenti sul rapporto tra cibo e malattie cardiache avevano collegato alti livelli di colesterolo nel siero ad un'assunzione più alta di grassi saturi, e, successivamente, a un aumento della frequenza delle malattie coronariche. Ciò ha portato alla raccomandazione dell'American Heart Association di limitare l'assunzione di grassi a meno del 30% delle calorie giornaliere, dei grassi saturi al 10%, e di colesterolo a meno di 300 mg al giorno.


"Quasi tutti gli studi clinici dgli anni '60, '70 e '80 avevano confrontato le diete normali con quelle caratterizzate da basso contenuto di grassi totali, basso contenuto di grassi saturi, basso colesterolo, e aumento di grassi polinsaturi", dice il coautore dello studio James E. Dalen, MD, MPH , della Weil Foundation, e del College of Medicine della University of Arizona. "Queste diete hanno ridotto i livelli di colesterolo. Tuttavia esse non hanno ridotto l'incidenza di morte da infarto miocardico o da malattia coronarica".


Analizzando attentamente gli studi e le sperimentazioni dal 1957 ad oggi, i ricercatori hanno scoperto che l'approccio di dieta integrale, ed in particolare le diete di stile mediterraneo, sono efficaci nella prevenzione delle malattie di cuore, anche se potrebbero non abbassare il siero totale o colesterolo LDL.


La dieta in stile mediterraneo è a basso contenuto di prodotti animali e di grassi saturi, e incoraggia l'assunzione di grassi monoinsaturi presenti nella frutta secca e nell'olio d'oliva. In particolare, la dieta enfatizza il consumo di verdure, frutta, legumi, cereali integrali e pesce.


"La potenza di combinare singoli alimenti cardioprotettivi è notevole - e forse anche più forte di molti dei farmaci e delle procedure che sono al centro della cardiologia moderna", spiega il co-autore Stephen Devries, MD, FACC, del «Gaples Institute for Integrative Cardiology» di Deerfield in Illinois e della Divisione di Cardiologia della Northwestern University di Chicago in Illinois. "I risultati degli studi che enfatizzavano la riduzione dei grassi sono stati una delusione, richiedendo studi successivi che incorporavano un approccio completo alla dieta con una raccomandazione più sfumata sull'assunzione dei grassi".


Sulla base dei dati provenienti da diversi studi autorevoli, che vengono rivisti in questo articolo, Dalen e Devries concludono che enfatizzare determinati gruppi di alimenti, incoraggiando la gente a diminuirne altri, è più cardioprotettivo e in generale migliore per prevenire le malattie cardiache rispetto a una generica dieta povera di grassi. Incoraggiare il consumo di olio d'oliva, burro e panna, aumentando nel contempo la quantità di verdure, frutta, cereali integrali, noci, e pesce, promette di essere più efficace.


"Gli ultimi 50 anni di epidemiologia e studi clinici hanno stabilito un chiaro legame tra dieta, aterosclerosi ed eventi cardiovascolari", conclude il dottor Dalen. "Gli interventi nutrizionali hanno dimostrato che l'approccio «dieta integrale», con uguale attenzione a ciò che viene consumato e a ciò che è escluso, è più efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, rispetto alle diete a basso contenuto di grassi e a basso contenuto di colesterolo".

 

 

 


Fonte: Elsevier.

Riferimenti:  James E. Dalen, Stephen Devries. Diets to Prevent Coronary Heart Disease 1957- 2013: What Have We Learned? The American Journal of Medicine, 2013; DOI: 10.1016/j.amjmed.2013.12.014

Pubblicato in elsevier.com (>English text) - Traduzione di Franco Pellizzari

 

 

 


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