Vegetalmente Sani

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L'anguria, o cocomero (Citrullus lanatus), è una pianta della famiglia delle Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall'Africa tropicale. Il nome cocomero deriva dal latino cucumis ("cetriolo"), mentre il termine dialettale anguria deriva dal greco tardo ἀγούριον ("cetriolo"). Il cocomero è una pianta annuale, con fusto erbaceo rampicante, foglie grandi e pelose con tre lobi, fiori maschili e fiori femminili, frutto voluminoso rotondo oppure ovale. Può raggiungere il peso di 20 kg. L'involucro verde è liscio, assai massiccio, e presenta varie striature e chiazze bianche o giallastre. Il frutto ha un interno rosso, ricco di semi, che possono essere neri, bianchi o gialli. La polpa è ricca di acqua (più del 90%) e il contenuto in zuccheri semplici la rende particolarmente dolce.

Raccolto: Le angurie sono disponibili esclusivamente nel periodo estivo, da maggio a settembre.

Storia: David Livingstone, un esploratore dell'Africa, riportò che il cocomero cresceva abbondante nel deserto del Kalahari, dove sembra che esso abbia avuto origine. Lì il frutto cresce selvaggio ed è conosciuto come Tsamma (Citrullus lanatus var citroides). La pianta è riconoscibile per le sue foglie particolari e per l'elevato numero di frutti che produce, fino a cento per ogni esemplare. Per questa ragione è una sorgente di acqua abituale per gli abitanti della zona, oltre a fungere da cibo sia per gli uomini che per gli animali.

Non è dato sapere quando il cocomero sia stato coltivato per la prima volta ma il primo raccolto di cocomeri mai registrato avvenne nell'Antico Egitto quasi 5000 anni fa ed è stato documentato in alcuni geroglifici. Il frutto veniva spesso deposto nelle tombe dei faraoni, come mezzo di sostentamento per l'aldilà. Nel mito egizio il cocomero aveva origine dal seme del dio Seth.

Nel X secolo d.C. il cocomero era coltivato in Cina, attuale primo produttore mondiale. Nel XIII secolo il frutto venne introdotto in Europa dall'invasione dei Mori.

 

Curiosità: Presso i beciuani è conosciuta con il nome di lerotse ed è considerata una pianta sacra con le foglie purificanti. Come scrive James George Frazer ne Il ramo d'oro fra i beciuani è d'obbligo, prima di consumare i nuovi raccolti, purificarsi. La purificazione avviene all'inizio del nuovo anno, in gennaio, in un giorno stabilito dal capo tribù. Tutti i maschi adulti tengono le foglie del lerotse in mano e le schiacciano, ottenendone un succo che applicano agli alluci e all'ombelico. Poi ciascuno di essi si reca alla propria abitazione e spalma tutti i membri della sua famiglia con questo succo. Quando questa purificazione è stata completata, ma non prima, la gente è libera di mangiare i nuovi raccolti.
Anche se in molte lingue, ma non in italiano, ci si riferisce al cocomero come ad un tipo di melone (ad esempio in inglese watermelon, in tedesco Wassermelone e in francese canadese melon d'eau), le due piante fanno parte della stessa famiglia ma non appartengono allo stesso genere: il melone (Cucumis melo) appartiene infatti al genere Cucumis. In lingua italiana il termine "anguria" è prevalentemente utilizzato al nord, mentre il fiorentino e molte varietà centro-meridionali prediligono il termine "cocomero". A queste varianti, che sono diffuse e comprese a livello nazionale, se ne aggiungono molte altre a diffusione più locale, come riportato nella sezione nomi regionali.

La composizione: Contiene un cospicuo quantitativo di vitamina A (liposolubile) e vitamina C (idrosolubile). Per l’esattezza Proteine 0,6 mg, Grassi 0,15 mg, Carboidrati 7,55 Fibre 0,4 Calcio 7 mg, Sodio 1 mg, Potassio 112 mg, Magnesio 10 mg, Fosforo 11 mg. In 100g di prodotto ci sono 30 Calorie, 92g di Acqua. La polpa dell’anguria, di colore rosso e ricca di semi, è costituita per oltre il 90% di acqua, ma contiene anche un discreto quantitativo di zuccheri, soprattutto fruttosio, e vitamine A, C (8.1 mg), B e B6.

 


 



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